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Via Marconi, 35 – 44122 Ferrara

 

CAVPCFE SI PRESENTA AGLI STUDENTI

 

Nelle giornate del 19 e 20 Marzo alcune classi di Istituti Superiori ferraresi hanno vissuto una importante esperienza educativa legata al mondo della protezione civile.

8 classi provenienti da “ITG Giovanni Battista Aleotti”, “Liceo Statale Carducci”, “IIS Luigi Einaudi” e “Liceo Scientifico Antonio Roiti” hanno potuto incontrare i volontari dei gruppi specialistici nella sede CAVPCFE, confrontandosi, chiedendo informazioni e chiarendo dubbi sulle attività emergenziali e sul modo migliore di agire durante questi avvenimenti straordinari. 

I nuclei CAVPCFE presenti erano: 

  • Volontari specializzati in attività AIB (antincendio boschivo);
  • Recupero BENI CULTURALI;
  • Unità CINOFILE;
  • DRONI;
  • Volontari specializzati in attività IDRO (emergenze idrauliche);
  • Volontari del gruppo MAGAZZINO;
  • NISAP (Supporto e Assistenza alla popolazione).

36 i volontari presenti nella prima giornata e 38 nella seconda, impegnati nella spiegazione delle attività di competenza e nella dimostrazione pratica di utilizzo delle attrezzature a disposizione e delle tecniche di intervento. Una iniziativa cara a CAVPCFE, portata avanti da qualche anno e dalla grande rilevanza ai fini della diffusione della cultura della prevenzione e della conoscenza del sistema di protezione civile.

Gli studenti hanno dimostrato particolare attenzione e interesse a tutti i gruppi presenti, che hanno potuto conoscere in un percorso a rotazione che consentisse lo stop presso ogni specialità. Le giornate sono state proficue, evidenziando ancora una volta come queste iniziative siano utili tanto agli interlocutori quanto agli operatori presenti, i quali possono rafforzare la propria formazione e apprendere nuove competenze dal lavoro degli altri gruppi.

 

L’INTERVISTA

Come anticipato, tra loro erano presenti gli operatori del Nucleo “Recupero Beni Culturali”, uno dei gruppi più giovani di CAVPCFE e tra i più specializzati. Abbiamo quindi voluto intervistare Alice, un membro di questo affascinante gruppo, chiedendole cosa significa esserne parte integrante.

Ciao Alice, intanto grazie per averci concesso questa chiacchierata.  Ti chiedo subito se puoi spiegarci come è nato il gruppo…

Ciao Shana, grazie per l’invito. Il nucleo di recupero e salvaguardia dei beni culturali di CAVPCFE nasce da un percorso avviato inizialmente dall’ Associazione AVPC Trepponti nel 2015 e sviluppatosi fino a oggi. Gli ultimi interventi in Romagna, a seguito delle terribili alluvioni che hanno colpito il territorio, hanno evidenziato la necessità di costituire un gruppo operativo specializzato in questo ambito, compatto e competente a livello di Coordinamento.

Quali sono le competenze da acquisire per far parte di questo gruppo?

Rispetto ad altri gruppi specializzati all’interno del Coordinamento, il nucleo di recupero e salvaguardia dei beni culturali non è caratterizzato da un alto livello di adrenalina. È un ambito che richiede molta pazienza, dedizione, cura dei particolari, curiosità e un costante aggiornamento. Nel tempo abbiamo imparato che molte delle misure di prevenzione e salvaguardia sono in evoluzione, spesso nuove: vanno sperimentate, adattate ed elaborate sul campo. Per questo è importante avere una certa predisposizione verso l’arte e, più in generale, verso la tutela del patrimonio culturale. A questo si aggiunge la necessità di seguire un percorso di formazione specifico e di mantenersi aggiornati nel tempo attraverso ulteriori momenti di formazione e approfondimento continuo.

Avete partecipato agli incontri con le scuole del 19-20 marzo presso il coordinamento di Ferrara. Ti va di spiegarci cosa avete mostrato agli studenti e ciò che è avvenuto? 

Nelle due giornate abbiamo svolto una simulazione di triage. Avevamo a disposizione diverse tipologie di opere, nello specifico quadri, libri e statue di piccole dimensioni, già recuperate da uno scenario. Agli studenti delle scuole superiori abbiamo quindi spiegato la prassi di imballaggio e messa in sicurezza delle opere, illustrato i materiali da utilizzare in base alla tipologia e presentato anche alcuni casi specifici in cui adottare soluzioni alternative. Successivamente li abbiamo coinvolti attivamente, facendoli esercitare in modo pratico… così da farli divertire e consolidare quanto appreso.

Quali sono state le tue impressioni sull’evento e in particolare sul tuo gruppo di lavoro?

Nel complesso ho trovato l’evento ben organizzato, soprattutto per quanto riguarda la formula “a stazioni”: poco tempo ma essenziale per incuriosire i ragazzi e stimolarli ad approfondire. 

Il mio gruppo è stato diviso in due coppie. Io e la mia collega abbiamo tenuto approcci diversi, lei più pratico ed io più teorico, permettendoci di spiegare in modo il più possibile completo. L’unico limite è stato il tempo: proprio quando alcuni hanno iniziato ad interessarsi davvero, abbiamo dovuto chiudere. Peccato, si stavano aprendo spunti interessanti ma speriamo di aver lasciato il seme della curiosità negli studenti.

E’ stata una buona esperienza. Secondo me potrebbe essere interessante in futuro riproporre questo format, adattandolo anche ad altre fasce d’età, sia ai giovani (ad esempio scuole elementari) sia agli adulti, come studenti universitari o giovani lavoratori.