SQUADRA SICUREZZA FLUVIALE – Ferrara
Selezione conclusa!
Un tema quantomai attuale, quello della Sicurezza Fluviale, ossia tutte quelle attività e competenze volte a prevenire e ad intervenire per gestire i rischi legati ai fiumi. La formazione del personale specializzato acquista un’importanza fondamentale.
In Emilia Romagna, la Squadra Sicurezza Fluviale “Nutrie” della Protezione Civile Volontariato Consulta di Modena è senza dubbio la capofila. I volontari appartenenti a questo nucleo vengono selezionati e formati per operare in zone acquatiche a rischio, per supportare le altre squadre per la messa in sicurezza degli operatori ed intervenire in situazioni di emergenza. Di fatto, un gruppo di eccellenza, che si addestra costantemente e che ha collaborato con altri Coordinamenti affinché potessero formarsi altre squadre.
Abbiamo intervistato Gianmarco Giorgi, Formatore e operatore della Squadra Sicurezza Fluviale “Nutrie”.
Quando è nato il vostro gruppo? C’è stato un evento specifico?
La squadra è nata successivamente alla “rotta di San Matteo di Modena” del 2014, quando il cedimento di un argine ha fatto riversare le acque del Secchia. Il tema della sicurezza degli operatori volontari si è fatto strada in relazione ai rischi alluvionali. La Consulta di Modena, insieme a volontari esperti in materia ha voluto affrontare il tema della sicurezza, perché quando gli operatori vanno vicino ai fiumi è necessario che abbiano gli strumenti e le competenze corrette.
Perché parliamo di “sicurezza fluviale” e non “soccorso fluviale”?
Sono due attività distinte. Il soccorso è gestito dagli operatori dei Vigili del Fuoco (soccorso tecnico urgente) ed è delegato soltanto a loro. In mare c’è la Capitaneria di Porto, in montagna troviamo il Soccorso Alpino-Speleologico. Noi invece ci occupiamo di sicurezza: il nostro obiettivo è impedire che il volontario cada in acqua. La formazione che sta dietro alle nostre attività è fondamentale e puntiamo moltissimo sulla prevenzione e sull’informazione del singolo volontario ma anche della popolazione.
Da dove prende spunto la vostra preparazione teorica e pratica?
Operiamo secondo le norme della Legge 81 (ndr D.Lgs. 81/2008), cercando di adattarla allo scenario in cui ci troviamo, il quale chiaramente non è uno scenario lavorativo classico. Puntiamo a operare con professionalità e ci impegniamo per essere sempre aggiornati, nelle tecniche e negli strumenti.
Quanti siete attualmente e come mai il nome “Nutrie”?
Siamo intorno alle 30 unità; il Coordinatore è Gianluca Ugoletti. Poi, di volta in volta, si stabilisce un caposquadra.
Il nome… in occasione della rotta di San Matteo. Inizialmente si è data la colpa alle nutrie per vie delle tane. In realtà le nutrie non fanno le tane negli argini maestro o perlomeno non negli argini maestro che abbiamo nel modenese. Dopo vari controlli hanno poi evidenziato che il cedimento non era dovuto alle tane e così, come forma provocatoria, è stato scelto questo nome.
Ogni quanto vi addestrate?
Una volta superato il corso, puntiamo a fare 10 addestramenti all’anno tra cui se possibile anche uno notturno (esercitandoci ad eseguire le manovre con il buio), per mantenere un’operatività efficiente e la costanza nelle attività di gruppo.
Preparazione e addestramenti sono impegnativi. Cosa consiglieresti ai futuri corsisti?
Il consiglio è quello di approcciarsi se si ha passione e se si è sensibili al tema. Le attività sono tante e gli incontri sono ravvicinati perché la formazione non finisce mai. Inoltre, avere un po’ di esperienza di emergenza come volontario non guasta. Quando si opera in emergenza le condizioni non sono facili e avere esperienza di questo può aiutare ad affrontare il corso e le successive attività.
Il vostro obiettivo è estendere questo corso nelle altre province, giusto?
Sì, appoggiati dalla Regione Emilia-Romagna, abbiamo aperto il corso agli altri Coordinamenti provinciali perché pensiamo sia importante sensibilizzare tutti sul tema sulla sicurezza. L’obiettivo è che i corsisti delle altre province diventino a loro volta formatori nei loro territori così da costituire nuove squadre.
Il Coordinamento di Ferrara, sensibile al tema della sicurezza degli operatori, si è unito al progetto per la costituzione di un proprio nucleo. Nel mese di luglio quindi sono iniziate le selezioni per entrare a far parte del Corso “Operatori Sicurezza Fluviale”. Per accedere al corso infatti, è necessario possedere alcuni requisiti fisici e particolari attitudini che consentano di operare in ambienti/situazioni di così particolare criticità.
La selezione si è conclusa nel mese di settembre dopo aver affrontato le prove acquatiche, quelle in ambiente impervio, quelle di verticalità, i test scritti e l’incontro per la valutazione psico-attitudinale. Il corso comincerà fra pochi giorni e terminerà a febbraio 2026…
Un grande “in bocca al lupo” ai volontari selezionati che, in caso di superamento del corso, costituiranno la prima squadra di Sicurezza Fluviale del Coordinamento di Ferrara!
Qualche scatto delle prove di verticalità, condotte insieme alla Squadra “Nutrie”






